PDA

Visualizza la versione completa : Cielo antico


wolf359
19-11-03, 10:55
Stavo e sto guardando la mattina presto su RAI2 il consorzio Nettuno che trasmette lezzioni su Scienza e Tecnologia. Il discorso ha avuto inizio con l'astronomia aristotelica ed il concetto d'universo perfetto ed incorruttibile. Il professore di turno spiegava come nelle sfere concentriche al mondo ruotassero, secondo il pensiero d'Aristotele, i pianeti ed per ultime le stelle fisse. Al che mi son chiesto...se alcuni astrofili ritengono (non è il mio caso) che sia visibile ad occhio nudo la galassia d'Andromeda, ancor meglio al tempo dei greci questa doveva essere osservabile grazie alla mancanza d'inquinamento luminoso, come interpretava Aristotele quella-questa nebulosità?
A voi la risposta....o le teorie....

erco
19-11-03, 13:00
Questa mi pare un'ottima domanda!
Certamente gli antichi conoscevano M31 e la via "Lattea"...
La via Lattea, il nome lo dice, era, credo, uno "spruzzo" di latte della dea Era (Giunone) che aveva sporcato l'incorruttibilità del cielo.
Probabilmente altri oggetti nebulosi avevano la stessa origine...
Vorrei però sentire alcune versioni un po più autorevoli.
A presto, Ugo

Mars4ever
20-11-03, 18:46
Bell'argomento!
Anch'io ho un dubbio. Visato che una volta si vedeva fino a mag. 6,5 a occhio nudo, come mai nessuno aveva scoperto Urano, neanche x sbaglio?
Capisco che non balzerebbe all'occhio come gi altri, ma con tutta la gente che ha guardato il cielo x 3000 anni, possibile che nessuno abbia visto una stella di ultima classe in movimento?

erco
21-11-03, 23:59
Ciao Mars
Come è uscito il valore di 6,5?
Questo è un'altro argomento che mi incuriosisce molto...
Grazie, Ugo

Planezio
22-11-03, 08:13
Ugo, tanto per rispondere a mars4ever, ce l'abbiamo un articoletto sulla scoperta diUrano, no?
Ciao, Pietro

erco
22-11-03, 09:39
Pronti Pietro, ecco il tuo articolo

La scoperta di Urano - di Pietro Planezio

II 13 marzo 1781 William Herschel puntò il telescopio in direzione della costellazione dei Gemelli.
Egli stava, come quasi tutte le notti, sistematicamente esplorando il cielo con un telescopio che si era appena costruito.
Notò, come ebbe a scrivere sul suo diario, "un oggetto curioso, una stella nebulosa o forse una cometa".
Il suo telescopio era particolarmente ben costruito, e la sua abilità di osservatore notevolissima.
Comunque sia, questo "dischetto anziché puntino" lo insospettì, e ci ritornò qualche giorno dopo, per vedere se si fosse mosso.
Lo aveva fatto, ed in base a ciò poté stabilire che non era una stella.*
Tanto per rendersi conto di quanto Herschel fosse un abile osservatore, bisogna considerare che dopo il suo avvertimento due professionisti, con strumenti professionali, non riuscirono a notare alcunché di insolito nel posto da lui indicato.
Comunque alla fine riuscirono ad identificare la presunta cometa, e stabilirono che non di questo si trattava, ma di un pianeta.
E fu così che un organista tedesco trapiantato in Inghilterra, astronomo dilettante, fu il primo uomo a scoprirne uno dal tempo dei primordi dell'astronomia.*
Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo, e, anche se non identificabile come pianeta, è chiaramente visibile con qualsiasi telescopio.
C'è da domandarsi come mai non fosse stato osservato prima!
Per la verità se lo domandarono anche gli astronomi dell'epoca, e, sfogliando vecchi quaderni di osservazione, bozze di mappe stellari e disegni di zone del cielo fatte in passato,si scoprì che Urano era stato osservato e ne era stata rilevata la posizione almeno una ventina di volte!
Pare addirittura che lo stesso Galileo ci fosse inciampato sopra. Nessuno lo aveva identificato come pianeta, e quando, in osservazioni successive, non era più stato trovato, si sarà pensato: "hanno preso un abbaglio, qui non c'è niente".*
Però un vecchio proverbio dice che il lavoro fatto bene non è mai perso!
L'accurato rilevamento di questa stellina evanescente con posizione e data, permise di tracciare l'orbita di Urano disponendo di decenni di osservazioni, quindi con una precisione e tempestività altrimenti impossibile.
In conseguenza di questa scoperta, il Re concesse ad Herschel un vitalizio, che gli permise di dedicarsi a tempo pieno all'astronomia tralasciando la musica.
Come i ciclisti, era "passato professionista". In segno di gratitudine espresse il desiderio di chiamare il pianeta col nome Georgium Sidus, ma gli astronomi ritennero preferibile proseguire nella tradizione battezzandolo, appunto, Urano, equivalente latino del greco Cronos.*
Curiosamente, si trovava ad una distanza dal Sole coincidente con un "posto libero" in una sequenza (detta di Titius-Bode) all'epoca molto popolare.
Questa sequenza aveva un posto vuoto tra Marte e Giove, che già aveva incuriosito gli astronomi.
Ciò scatenò una caccia al "Pianeta Mancante" degna di un film poliziesco. Ne parleremo.

erco
22-11-03, 19:52
Ciao Pietro
Volevo chiederti, secondo la misura attuale delle magnitudini, quella elaborata da Pogson, quale era la grandezza che gli antichi riuscivano a vedere?
Se loro (Ipparco, mi pare) avevano dato sei classi, io ritengo che appartenevano alla sesta classe le stelle che attualmente hanno una magnitudine di 5 virgola qualcosa. Sto forse sbagliando tutto?
Attendo ansioso una risposta, da chiunque naturalmente, Ugo

Mars4ever
25-11-03, 18:18
Ciao Pietro
Volevo chiederti, secondo la misura attuale delle magnitudini, quella elaborata da Pogson, quale era la grandezza che gli antichi riuscivano a vedere?
Se loro (Ipparco, mi pare) avevano dato sei classi, io ritengo che appartenevano alla sesta classe le stelle che attualmente hanno una magnitudine di 5 virgola qualcosa.
Secondo me invece è giusto! ;)
Se no le stelle con mag. minore di 1 (sono 16) di che classe sarebbero? ;D
Le stelle con mag. <1 sono di prima classe, quelle tra 1 e 2 sono di seconda magnitudine ecc...
Mi pare ovvio, no?

erco
25-11-03, 20:27
Ciao Mars
E' ovvio! è ovvio anche per me!
Purtroppo nel "comune parlare" (e anche in qualche scritto) molto spesso, parlando di una stella di grandezza 2,1 si dice che è una stella di "seconda grandezza".
Invece secondo il mio parere, e, se ho ben capito, anche il tuo, questa stella fa perte degli astri di terza magnitudine.
Spero che anche altri si inseriscano per chiarirmi le idee.
E' un pensiero che sto macinando da parecchio, Ugo

Mars4ever
26-11-03, 21:56
Ciao Mars
E' ovvio! è ovvio anche per me!
Purtroppo nel "comune parlare" (e anche in qualche scritto) molto spesso, parlando di una stella di grandezza 2,1 si dice che è una stella di "seconda grandezza".
Invece secondo il mio parere, e, se ho ben capito, anche il tuo, questa stella fa perte degli astri di terza magnitudine.

Me ne sono accorto! Ma in matematica non vale la democrazia, ossia non è detto che la maggioranza abbia sempre ragione! ;)
La matematica parla chiaro: così come un bambino di 2 anni e 6 mesi si trova nel TERZO anno di vita, e il 1950 è nel 20° secolo ecc... una stella di mag. 2,5 è di terza classe. Logico, no? ::) Altrimenti le stelle tra 0 e 1 di che grandezza sarebbero? ZERESIMA? ;D

Sfido a dimostrare il contrario! 8)

erco
26-11-03, 22:21
Bene Mars, se vai sul mio sito, sotto la voce articoli, dai un'occhiata a "Cornuti e mazziati" poi ti dirò in un'orecchio dove ho copiato il pezzo iniziale...
A presto, Ugo

Mars4ever
02-12-03, 19:08
Bell'articolo!
E' assurdo che concetti semplici creino così tanta confusione. >:( La matematica non è un'opinione.
Mi è piaciuto in particolar eil pezzo dove dici che Podgson, al contrario di come dice qualcuno, non ha sbagliato, ma ha fatto BENISSIMO! ;D

devilman23
22-12-04, 15:31
...

In segno di gratitudine (William Herschel) espresse il desiderio di chiamare il pianeta col nome Georgium Sidus, ma gli astronomi ritennero preferibile proseguire nella tradizione battezzandolo, appunto, Urano, equivalente latino del greco Cronos.

...

Ma da quale fonte letteraria hai preso questa castroneria??
Urano è una parola greca che identifica il cielo stellato (ed il dio della mitologia che lo rappresentava) e non ha niente a che fare con Crono, il tempo. Crono semmai è il pianeta Saturno.

doduz
22-12-04, 15:40
Ma da quale fonte letteraria hai preso questa castroneria??
Urano è una parola greca che identifica il cielo stellato (ed il dio della mitologia che lo rappresentava) e non ha niente a che fare con Crono, il tempo. Crono semmai è *il pianeta Saturno.
Infatti Cronos (Saturno) era il figlio di Urano.
L'intreccio parentale degli Dei dell'Olimpo era non poco incasinato, come nelle moderne soap-opera ;D

Ciao.

devilman23
22-12-04, 17:33
Infatti Cronos (Saturno) era il figlio di Urano.
L'intreccio parentale degli Dei dell'Olimpo era non poco incasinato, come nelle moderne soap-opera ;D

Ciao.

Appassionato anche tu come me di mitologia greca, Doduz? ;)

Eremita
22-12-04, 20:03
Sai com'è, il buon Ugo è un vero fanatico del dio Crono.......

erco
22-12-04, 20:25
L'errore di Planezio è lampante.
Non lo avevo notato. Provvederò a fare una idonea segnalazione. Ringrazio tutti.
Siete stati veramente gentili, ugo

doduz
22-12-04, 20:51
Appassionato anche tu come me di mitologia greca, Doduz? ;)
No, di telenovele ;D

Ciao.

Ronin
26-03-05, 17:42
La via lattea oltre ad avere origine quale spruzzo di latte aveva anche una spiegazione più.. "scientifica" [concedetemi il termine] Posta la volta delle stelle fisse come una sfera che racchiude la terra e tutto il resto come avrebbero fatto gli dei a fare il tutto che c'è all'interno? MA come nelle uova di pasqua: Gli dei per i greci avevano fatto terra sole luna... quindi avevano preso due semi sfere con sopre le stelle e le avevano saldate insieme fuse, se preferite, e la linea di saldatura che i greci sapevano è un anello continuo nella volta celeste, è la via Lattea.... Immagino che su questa base anche andromeda avesse simile origine metallurgica..

Eremita
27-03-05, 11:14
La via lattea oltre ad avere origine quale spruzzo di latte aveva anche una spiegazione più.. "scientifica" [concedetemi il termine] Posta la volta delle stelle fisse come una sfera che racchiude la terra e tutto il resto come avrebbero fatto gli dei a fare il tutto che c'è all'interno? MA come nelle uova di pasqua: Gli dei per i greci avevano fatto terra sole luna... quindi avevano preso due semi sfere con sopre le stelle e le avevano saldate insieme fuse, se preferite, e la linea di saldatura che i greci sapevano è un anello continuo nella volta celeste, è la via Lattea.... Immagino che su questa base anche andromeda avesse simile origine metallurgica..

Interessante questo mito, in fondo sarebbe un sistema pratico per creare un mondo artificiale, tramite l'unione di due semisfere, di cui appunto l'equatore sarebbe il punto di saldatura.

Ronin
30-04-05, 19:30
Ho trovato un'altra spiegazione alla via lattea:
"Una folla di stelle ha intrecciato le sue fiamme
In un denso cerchio e biancheggia di luce densa
E quella fascia risplende di più luminosa per la concentrazione di luce??
Manilio, nell'Astornomica, la riferisce come la spiegazione di Democrito, quello dell'atomismo, datata dunque 400 a.C. *Interessante nevvero?

Eremita
30-04-05, 21:29
Nulla di strano, Democrito parlò di stelle e di mondi, di sistemi planetari, di mondi infiniti, differenti per grandezza e costituzione, mondi dove non vi sono nè sole e nè luna, in altri invece dove sono più grandi che nel nostro mondo ed in altri ancora dove vi sono più soli e più lune. Le distanze tra i mondi sono diseguali sicchè in una certa parte vi sono più mondi in un'altra meno, alcuni sono in via di accrescimento altri al culmine del loro sviluppo, altri ancora in via di disfacimento, in altre parti nascono mondi in altre scopmpaiono. la distruzione di un mondo avviene per opera di un altro che si abbatte su di esso. Alcuni mondi sono privi di esseri viventi, di piante e di umidità. Inoltre descrive esattamente le progressive distanze tra la Terra, la Luna, il Sole, i pianeti ognuno ad una distanza diversa dal Sole ed infine le stelle situate esternamente al sistema solare e quindi molto più lontane, anch'esse a distanze differenti. Un mondo si sviluppa sino a quando non può più ricevere nessun incremento dall'esterno.
Il tutto risale (almeno) al V secolo AEV l'epoca in cui visse Democrito e naturalmente nulla sappiamo su come egli potesse conoscere tutto ciò e invero, fin da quando tutto ciò fosse conosciuto.

devilman23
24-06-05, 08:48
Ma come?? :o Democrito "sapeva" tutte queste cose??

A me subito una fonte letteraria per studiare la cosa. ;D

Eremita
26-09-05, 20:24
Caro devilman questo tuo post lo vedo solo ora, con leggero ritardo ;D
Tutte queste cose e molte altre ancora (sorprendenti) le puoi trovare in qualsiasi libro sugli antichi presocratici, definiti anche come fisici, se non sbaglio la materia una volta si studiava sommariamente a scuola, ora non so.
Secondo me, le vere origini di queste conoscenze democritee e di altri fisici dell'antichità, potrebbero risalire a tradizioni ancora più antiche che si perdono nella notte dei tempi.
La verità è che purtroppo noi moderni abbiamo perso la memoria delle più antiche civiltà, delle loro tradizioni e delle loro conoscenze e invero alla fine anche delle nostre stesse radici culturali.

fpatriar
26-09-05, 20:51
Una volta lessi su una monografia dedicata a Newton che lui stesso riteneva che le proprie scoperte fossero in relatà delle "riscoperte" di quanto fosse già noto al tempo dei Greci.

In relatà i Greci non conoscevano il calcolo infinitesimale soperto indipendentemente da Newton e Leibnitz nel '600; esso permise a Newton di formulare una teoria molto piu' accurata.

Comunque e' incredibile che dopo i greci si sia dovuta aspettare l'età copernicana per riprendere concetti noti tanto tempo prima.

Eremita
27-09-05, 11:31
Chissà quante di quelle che noi riteniamo scoperte dell'epoca moderna, sono invece solo delle riscoperte di cose ormai dimenticate.
Basti pensare al famoso meccanismo di Antikitera (forse un planetario in miniatura?) e ad altre moltissime notizie di strani oggetti reperibili nella letteratura classica.
Poi girando sul web si possono trovare altre "stranezze" come questa, credo tra l'altro abbastanza conosciuta, l'incisione si trova a Dendera in Egitto all'interno del tempio di Hathor, anche senza correre tanto di fantasia, l'oggetto rappresentato è piuttosto "singolare":

http://img356.imageshack.us/my.php?image=oop034wa.jpg

Randall
27-09-05, 16:04
In realtà anche il calcolo infinitesimale era stato in buona parte intuito dai Greci (ad esempio con il metodo di Eudosso e lo stesso Archimede ne faceva ampio uso per calcolare volumi e superfici). Quello che mancava ai Greci era una teoria, come dire, generale nel quale inquadrare le loro idee.

Tra l'altro avevo letto che in epoca Romana si era in qualche modo arrivati molto vicini ad intuire le potenzialità del vapore come forza motrice, ma la mancanza di una adeguata tecnica metallurgica (necessaria per le caldaie) ne fermò lo sviluppo sul nascere, insomma in epoca Romana si avrebbe potuto avere una "prima" rivoluzione industriale (forse..).

ciao

Ronin
27-09-05, 21:12
Sulla forza del vapore è utile ricordare come gli studi greci avessero carattere puramente intellettivo ed erano privi di fini pratici.. Erone ci porta schemi abbastanza precisi di motori a vapore, di distributori di bevande a dracme, di teatri con automi come attori Ma non ci porta esempi di un uso della forza vapore per locomozione.. Sulle riscoperte moderne di fatti noti agli antichi, non dimenticherò mai di ricordare due casi ecclatanti:
La legge della Caduta dei Gravi di Galileo (o di Ipparco, del II sec a.C.??),
La Teoria Eliocentrica di Cartesio (o di Aristarco, II sec. a.C., che si trova davanti gli stesi problemi di Cartesio: teoria geocentrica che non è in accordo con i calcoli e dunque infine finisce per spostare la Terra e far funzionare i conti),
La Legge di gravitazione Universale di Newton (o piuttosto di Archimede, III sec. a.C., che descrive la forza di gravità come forza che agisce verso il centro proprio di ogni corpo celeste, e non verso il centro della Terra, affermazione che presuppone la conoscenza della forza stessa, se non una sua formulazione moderna; o magari di Seleuco, II sec d.C. che prova con clacoli a misurare l'influenza gravitazionale della Luna sulla Terra nelle maree)
...Chissà, forse dopo aver scoperto qualcosa di nuovo e di ecclatante si potranno intendere altri versi greci finora a solo uso di Filosofia e Lettere Antiche come intuizioni geniali di uomini che, senza televisione e con molto tempo da perdere, facevano lavorare il cervello per passare il tempo..

Eremita
28-09-05, 08:08
L'elenco può continuare anche in campi più teorici come la "fisica nucleare" di Democrito e Leucippo, i vortici cosmici (galassie?) di Anassagora molto prima di Kant, le profonde intuizioni di fisica teorica e cosmologia degli ionici da Anassimandro ad Eraclito, per arrivare sino alle più pratiche scoperte del già citato Archimede.
Ha ragione Ronin quando afferma che questi uomini, precursori della scienza moderna (ma anche della filosofia che allora erano un tutt'uno a differenza di oggi), hanno avuto il grande merito di idee ed intuizioni assolutamente geniali, vivendo tra l'altro in un mondo che permetteva loro di esprimere al meglio le loro capacità intellettive.
Un mondo che, ben lungi da quel cumulo di vuote ed insulse storielle mitologiche a cui erroneamente vorrebbe ridurlo qualcuno, ci ha lasciato una vasta eredità di scienza e conoscenza troppo spesso misconosciute, quando non del tutto colpevolmente ignorate e dimenticate.

Randall
28-09-05, 13:02
[quote author=Ronin link=board=archeoastronomia;num=1069239355;start=2 0#27 date=09/27/05 alle ore 22:12:44]Sulla forza del vapore è utile ricordare come gli studi greci avessero carattere puramente intellettivo ed erano privi di fini pratici.. Erone ci porta schemi abbastanza precisi di motori a vapore, di distributori di bevande a dracme, di teatri con automi come attori Ma non ci porta esempi di un uso della forza vapore per locomozione.. * quote]

Sono d'accordo solo in parte con questa affermazione. Se è vero come dici che Erone aveva solo intenti "intellettuali" per le sue macchine a vapore, non posso fare a meno di pensare che, soprattutto in epoca romana, se il livello tecnologico fosse stato anche solo leggermente più avanzato forse quelle intuizioni di macchine avrebbero fatto il grande salto da curiosità per impressionare il pubblico (come la famosa porta azionata a vapore) a sistemi di locomozione e produzione.

Ovviamente le mie sono solo speculazioni.

ciao

Ronin
28-09-05, 15:40
Cosa premeva ai Romani?
Volevano controllare tante persone di diverse culture, lingue, usi costumi e farli convivere con il mio popolo senza alterarne troppo le tradizioni
Volevano avere a disposizione sistemi economici per produrre
Volevano avere un modo per incarcerare la gente senza che questo sia un salasso per i conti pubblici
Bene: Una soluzione a questi problemi in epoca Romana c'era: la Schiavitù! Economica, permetteva il controllo di masse di estranei, di latini con gravi problemi legali, ed era produttivo, molto produttivo.. I loro padroni Romani tra l'altro a differenza dei loro corrispettivi greci amavano il lusso e l'ozio, oppure, se erano davvero persone amanti della cultura, o leggevano opere greche di scienza, o si occupavano di cultura giuridica o politica..
..Mi risultano pochi esempi latini in senso opposto, se non come opere di riscoperta della cultura Greca (e mi viene in mentre l'Astronomica di Manilio, tanto per..)...

fpatriar
28-09-05, 16:22
.. I loro padroni Romani tra l'altro a differenza dei loro corrispettivi greci amavano il lusso e l'ozio, oppure, se erano davvero persone amanti della cultura, o leggevano opere greche di scienza, o si occupavano di cultura giuridica o politica..
..Mi risultano pochi esempi latini in senso opposto, se non come opere di riscoperta della cultura Greca (e mi viene in mentre l'Astronomica di Manilio, tanto per..)...

Mi sembra un giudizio molto riduttivo sulla letteratura latina ricca di opere.

http://digilander.libero.it/Bukowski/Letteratura%20latina.htm

Randall
28-09-05, 18:20
Il sistema degli schiavi attraversò una forte crisi intorno al terzo secolo a causa del decremento demografico e per la mancanza di grandi conquiste (normale tecnica per rinpinguare il numero di schiavi).

Non credo che tecniche per aumentare la produzione come quelle del vapore avrebbero fatto schifo ai Romani nemmeno in epoche più rosee, pensiamo semplicemente alla velocità con cui si diffuse il mulino ad acqua e poi a vento nel medioevo, un periodo sicuramente molto più limitato dal punto di vista delle comunicazioni tra città e regioni.

Mi associo con fpatriar, il tuo giudizio sulla romanità è abbastanza riduttivo.

ciao

albedo
28-09-05, 20:07
Il vero problema di ciò che si discute in questo post, secondo me, sta nel fatto che molti greci, ma soprattutto Platone e Aristotele, anche secoli dopo la loro morte, sono stati tenuti in acritica considerazione, quasi "DIVINIZZATI"; ;) ;) ;)
Hanno insomma fatto da blocco a quasi tutti i tentativi di progresso nella conoscenza.
I greci, in nuce, hanno abbozzato una sorta di metodo rigoroso di conoscenza della natura, ma non hanno avuto epigoni che continuassero e ampliassero nella giusta direzione questa metodologia. :) :)
Tutto ciò che hanno scritto è stato considerato "vangelo" per secoli, in modo pedissequo, senza tenerli nel giusto conto man mano che comunque le conoscenze si accumulavano.
Del resto anche Dante, 1500 anni dopo, risente nel descrivere il mondo intorno a sè di un forte aristotelismo.

Fortunatamente, il metodo scientifico, molti secoli dopo, ci ha liberato anche di questa eredità, importante sì, ma divenuta alquanto ingombrante. ;D ;D

urania
24-10-05, 12:46
Trovo interessante leggere alcuni dei vostri messaggi, ad esempio, quello relativo alla Via Lattea!

La mitologia ha lasciato una testimonnianza importante su come il mondo classico antico ha inteso interpretare l'origine della Via Lattea.

Come è noto, esistono anche altri miti collegati alla Via Lattea come, ad esempio, quello del mondo celtico in cui la Via Lattea rappresentava il luminoso sentiero che trasportava le anime dei morti in cielo.

Un analogo mito era presente anche presso le antiche popolazioni del Nord europa e della Mongolia.

Presso gli egizi, invece, la Via Lattea rappresentava il Nilo: infatti, la religione astrale egizia dava una grande risalto a tutti i segni celesti che antecedevano e precedevano lo straripamento del fiume sacro.

Il sorgere eliaco di Sirio e di Orione era l'inequivocabile segno celeste che da lì a poco il Nilo avrebbe innindato e fertilizzato con il Limo la terra.

Grande e desiderata era l'attesa di questo fausto evento naturale da parte dei contadini, nonchè della classe sacerdotale e dello stesso faraone.


Tornando alla Via Lattea *essa ha assunto nelle diverse epoche storiche diversi significati ed in particolare mi soffermerei al periodo Medioevale in cui la Via Lattea ebbe una significativa rilevanza nei pellegrini europei che si recavano il pellegrinaggio al Santuario di Santriago di Compostela in Galizia.

"La strada di San Giacomo" così, infatti, era denominata la Via Lattea dai pellegrini medioevali in quanto, come ho accennato, questa lunga ed evanescente scia luminososa del cielo stellato, rappresentava il sentiero celeste che collegava l'abbazia Cluny in Francia con Santiago di Compostela in Spagna.

Infatti, secondo la tradizione, il nome "Compostela" derivante dal latino "Campus Stellae" alcuni pastori furono improvvisamente attratti da un astro la cui smagliante luce indicò loro il punto ove era sepolto il corpo dell'apostolo Giacomo detto il Maggiore.

Ecco, quindi, che prende vita la leggenda medioevale che lega Santiago di Compostela al sentiero celeste della Via Lattea la quale, ad un certo punto, si biforca, formando due lunghe scie luminose a forma di Y.

Infatti, le due scie che si divergono dalla scia principale collegano l'Europa Occidentale ed Orientale al tronco centrale la cui coda termina il suo percorso a Santiago di Compostela.

Un'altra leggenda Medioevale narra invece che Carlo Magno ebbe in sogno l'apostolo Giacomo il Maggiore e che egli gl'indico il sentiero da percorerere per attraversare i Pirei e sconfiggere i mussulmani che a quel tempo avevano conquistato gran parte del territorio Hispano.

In questo caso invece la Via Lattea assunse il nome nell'immaginario collettivo di "Sentiero dei Franchi o di Carlo Magno."

Sono leggende legate alle tradizioni popolari del periodo dellì Alto Medioevo in cui la spiritualità dell'animo dei credenti e dei pellegrini interpretavano questi fenomeni celesti come segni e simboli divini.

Ancora oggi, se avete l'opportunità di attraversare i Pirenei per poi proseguire sulla strada del cammino di Santiago, la sera noterete che la Via Lattea segue lo stesso tracciato che percorrerete fino al Santuario di Santiago di Compostela.

Ivi giunti, sulla prospsicente collina che fiancheggia il suggestivo santuario, avrete modo di osservare in cielo un meravlglioso e penetrante spettacolo: le luci del Firmamento avvolte dall'evanescente manto celeste della Via Lattea! * *