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Vecchio 15-01-07, 18:37   #101
rigel80
Utente Junior
 
Data di registrazione: Apr 2004
Messaggi: 417
Predefinito Re: Nuove tipologie di propulsione

ti consiglio di leggere le ultime 5 righe prima di nutrire false speranze...
rigel80 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 29-01-07, 10:43   #102
LongJohnVargas
Utente Junior
 
Data di registrazione: Oct 2005
Messaggi: 161
Predefinito Re: Nuove tipologie di propulsione

26.01.2007
La strana termodinamica di Saturno
Secondo i ricercatori, occorre rivedere le attuali conoscenze circa i fenomeni che dominano l'atmosfera dei pianeti


Ricercatori dello University College di Londra (UCL) insieme con colleghi della Boston University hanno trovato una spiegazione plausibile all’eccessiva temperatura riscontrata nella parte alta della superficie di Saturno e di altri pianeti giganti: i meccanismi di riscaldamento non sono gli stessi che caratterizzano la Terra e che vengono utilizzati per modellizzare i processi termici anche degli altri pianeti.
A quanto si legge su Nature, che riporta un resoconto dello studio, un semplice calcolo per ottenere la temperatura della parte alta dell’atmosfera di un pianeta è quello che tiene conto dell'equilibrio tra la radiazione solare assorbita e il calore emesso verso gli strati più interni. I valori misurati sono però maggiori di quelli così ottenuti. Perché l’atmosfera si scalda così?
Per molto tempo si è pensato che all’origine del riscaldamento ci fosse la ionosfera (la parte di atmosfera del pianeta ionizzata dal Sole) trascinata dalla regione più esterna dominata da campo magnetico del pianeta, o magnetosfera. Questa potrebbe essere la fonte di calore che immette energia principalmente nelle regioni polari, energia che viene poi distribuita dai venti. Utilizzando modelli numerici dell’atmosfera di Saturno i ricercatori hanno però trovato che l’effetto netto dei venti trascinati dalla magnetosfera sarebbe in realtà di raffreddare l’atmosfera invece che di scaldarla.
Alan Aylward, del Dipartimento di fisica e astronomia dell’UCL e coautore dello studio spiega: "Studiamo questi argomenti da più di cento anni, ora la nostra scoperta ci riporta indietro ai principi fondanti. Occorre riconsiderare le assunzioni di base sulle atmosfere planetarie e su ciò che causa il riscaldamento osservato.”

© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.








"Ci riporta indietro ai principi fondanti".

LongJohnVargas non in linea   Rispondi citando
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Vecchio 30-01-07, 17:11   #103
LongJohnVargas
Utente Junior
 
Data di registrazione: Oct 2005
Messaggi: 161
Predefinito Re: Nuove tipologie di propulsione

Un ponte tra fisica e filosofia


Scheda libro


La Natura delle Cose. Introduzione ai fondamenti e alla filosofia della fisica
Valia Allori, Mauro Dorato, Federico Laudisa e Nino Zanghì Carocci editore, Roma, 2006
pp. 448
euro 31,10Ordina a Kataweb Libri


Comprendere il mondo è una delle più antiche aspirazioni dell’uomo, e le vie per raggiungere lo scopo sono la speculazione filosofica e l’investigazione scientifica. Tra questi due aspetti dell’indagine conoscitiva, strettamente fusi nella cultura antica, si è creata una tragica frattura che necessita di essere ricomposta. Per fortuna non sono mai mancati individui convinti della fondamentale unità del pensiero umano.Le più importanti rivoluzioni scientifiche del secolo scorso, la relatività e la meccanica quantistica, hanno imposto una radicale revisione delle idee derivate dalla «fisica classica»: la concezione dello spazio e del tempo, della causalità, del determinismo, e hanno addirittura condotto a mettere in dubbio la validità stessa della conoscenza scientifica. Emerge così la necessità di una riflessione critica mirata a individuare cosa ci dicano sul mondo le nostre teorie più accreditate e di lucide analisi epistemologiche fruibili da entrambi i gruppi in gioco, i filosofi e gli scienziati, e anche da un pubblico più vasto.In questa prospettiva non può che fare piacere un libro che getta un ponte tra le due culture e che è un’opera di alta divulgazione scientifica. Il testo si articola in quattro monografie dedicate rispettivamente alla relatività, alla termodinamica, alla meccanica quantistica e alla causalità.
Il primo saggio, di Mauro Dorato, identifica nei concetti di spazio e di tempo gli elementi centrali per l’organizzazione della conoscenza del mondo, illustra le varie posizioni filosofiche circa questi argomenti e discute le rilevanti implicazioni della visione relativistica. L’articolo è ben organizzato, interessante e profondo; la sola riserva riguarda l’uditorio cui è rivolto. Da un lato la trattazione filosofica fa riferimento a ricerche recentissime, da specialisti, dall’altro, la parte scientifica mi sembra poco fruibile dai non addetti ai lavori per la sua sofisticazione matematica.
Il secondo saggio, di Nino Zanghì, affronta l’approccio statistico, e tratta temi di grande rilevanza concettuale quali l’irreversibilità con lucidità estrema. Il linguaggio è piano, e la trattazione semplice pur essendo appropriata e rigorosa. Oltre al suo interesse intrinseco questa parte del testo svolge la funzione di condurre il lettore a cogliere pienamente il significato della nozione di tipicità che giocherà un ruolo cruciale nella parte che segue.
In essa Valia Allori e lo stesso Zanghì trattano della meccanica quantistica delineandone lo sviluppo storico, puntualizzandone i problemi e identificando le tematiche che tuttora richiedono di essere chiarite. La trattazione ha un carattere particolarmente originale e va direttamente al cuore dei problemi. Uno degli obiettivi del saggio è analizzare la versione di Bohm della teoria, ma per raggiungere questo scopo esso presenta un’illuminante e rigorosa riflessione critica sul senso stesso della nostra migliore teoria. Questo tema è sviluppato in modo magistrale e a un livello impegnativo ma fruibile da un vasto pubblico. Solo la parte finale risulta decisamente più tecnica e non facile da assimilare.
Il libro si conclude con un breve ma significativo saggio di Federico Laudisa nel quale si riconsidera il problema della causalità nella fisica moderna toccando molti punti sottili e importanti: per esempio quelli legati alla natura non locale dei processi quantistici. Appropriatamente l’autore tiene distinti i ruoli del determinismo, della causalità e della predicibilità, e analizza il delicato problema di stabilire nessi causali in un contesto fondamentalmente non locale e quello di elaborare una formulazione relativistica del processo di macro-oggettivazione. Il saggio rappresenta una lettura non semplice ma di notevole interesse.
Concludendo, mi sento di raccomandare con convinzione questo bel libro a tutti coloro che credono nella necessità di indagini mirate a comprendere veramente di che cosa parlino le teorie scientifiche e quale valore conoscitivo esse abbiano, un risultato che si può raggiungere solo a partire da una seria, approfondita e non facile analisi critica quale quella presentata dagli autori.

di Giancarlo Ghirardi




LongJohnVargas non in linea   Rispondi citando
Vecchio 10-02-07, 12:06   #104
LongJohnVargas
Utente Junior
 
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Messaggi: 161
Predefinito Re: Nuove tipologie di propulsione

Fisica

Eccezionale esperimento con i condensati di Bose-Einstein
Da luce a materia, da materia a luce

di Folco Claudi
L’informazione è trasferita tramite la conversione dell’impulso ottico in un’onda di materia che si propaga tra i due punti dello spazio

PAROLE CHIAVE
Bose-Einstein





Potrebbe aprire la strada a un modo completamente nuovo di intendere le telecomunicazioni la recente ricerca della Harvard University, nel corso della quale gli scienziati sono riusciti per la prima volta a fermare in un punto un impulso di luce, convertirlo in materia, e riconvertirlo in luce in un altro punto dello spazio distante dal primo. La notizia è sorprendente, pur tenendo conto che in anni recenti sono stati fatti significativi progressi nella manipolazione della materia tramite la luce e della luce con la materia. Sistemi particolarmente interessanti dal punto di vista fisico sono i campi laser risonanti che interagiscono con nubi dense e molto fredde di atomi: in essi si osserva un accoppiamento diretto con il moto degli atomi esterni tramite il momento scambiato quando i fotoni vengono emessi o assorbiti. Un caso estremo di manipolazione della luce risonante si ha con la propagazione nei condensati di Bose–Einstein (BEC).
Gli autori dell’articolo Lene Vestergaard Hau, Naomi S. Ginsberg e Sean R. Garner, hanno dimostrato che un impulso di luce lento può essere fermato e “immagazzinato” in un BEC e successivamente fatto “rivivere” da un condensato completamente differente, distante dal primo 160 micron: l’informazione è trasferita tramite la conversione dell’impulso ottico in un’onda di materia che si propaga tra i due punti dello spazio.
"Con questo risultato – ha spiegato Lene Vestergaard Hau, della Harvard University – abbiamo dimostrato che siamo in grado di fermare un impulso di luce in una nube di sodio superaffreddato, di immagazzinare i dati in esso contenuti, e di estinguerlo completamente, solo per riconvertirlo in un impulso di luce in un’altra nube a due decimi di millimetro di distanza. Cruciale è ovviamente l’utilizzo dei condensati di Bose-Einstein: all’interno di queste nubi, gli atomi sono in fase e perdono la loro individualità e indipendenza.”


A proposito di nanosegnali.......vedete che il progresso va avanti.....
LongJohnVargas non in linea   Rispondi citando
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